|
Il Summit
Dal 3 al 4 giugno 1992 a Rio de Janeiro ha avuto
luogo l'United Nations Conference on Environment and Development (UNCED) più
comunemente conosciuto come Earth Summit. A Rio si sono discussi i problemi ambientali
del pianeta e i loro legami con i problemi dello sviluppo sociale ed economico. Oltre
150 paesi hanno firmato due Convenzioni Internazionali, una sui mutamenti climatici
e l'altra sulla protezione della diversità biologica, mentre tutte le delegazioni
presenti hanno approvato la Dichiarazione di Rio, un'impegno sulla tutela ambientale
e lo sviluppo sostenibile nonché una Dichiarazione di Principi senza valore
legale sulla gestione, conservazione e sviluppo sostenibile delle foreste ed infine
l'Agenda 21, ampio ed articolato programma di azione che costituisce una sorta di
manuale per lo sviluppo sostenibile del pianeta da qui al 21° secolo.
l'Agenda 21
l'Agenda 21 costituisce il "programma di
azione" della Comunità internazionale Onu, Stati, Governi, Ngo, settori
privati) in materia di ambiente e sviluppo per il 21° secolo. E' un documento
di 800 pagine che parte dalla premessa che le società umane non possono continuare
nella strada finora percorsa aumentando il gap economico tra le varie nazioni e tra
gli strati di popolazione all'interno delle nazioni stesse, incrementando la povertà,
la fame, le malattie e l'analfabetismo e causando il continuo deterioramento degli
ecosistemi dai quali dipende il mantenimento della vita sul pianeta.
E' necessario cambiare strada migliorando gli standard di vita per tutti e proteggendo
e gestendo meglio l'ambiente per un futuro più sano e più sereno per l'intera
umanità.
l'Agenda 21 è costituita da quaranta capitoli divisi in quattro parti:
- dimensioni sociali ed economiche: povertà,
sanità, ambiente, aspetti demografici, produzione, ecc.
- conservazione e gestione delle risorse: atmosfera,
foreste, deserti, montagne, acqua, prodotti chimici, rifiuti, ecc.
- rafforzamento del ruolo dei gruppi più significativi:donne,
giovani, Ngo, agricoltori, sindacati;
- metodi di esecuzione: finanze, istituzioni.
l'Agenda
21 Locale
Nel capitolo 28 dell'Agenda 21 i leader del mondo
invitano tutte le autorità locali ad intraprendere il processo consultivo con
le loro popolazioni e a cercare il consenso su una Agenda 21 Locale entro il 1996:
'Ogni autorità locale deve aprire un dialogo con i propri cittadini, con le
associazioni locali e con le imprese private e adottare una Agenda 21 Locale. Attraverso
la consultazione e la costruzione di consenso, le autorità locali possono imparare
dalla Comunità locale e dalle imprese e possono acquisire le informazioni necessarie
per la formulazione delle migliori strategie.
Il processo di consultazione può aumentare la consapevolezza ambientale delle
famiglie. I programmi, le politiche e le leggi assunte dalla amministrazione locale
potrebbero essere valutate e modificate sulla base dei nuovi piani locali così
adottati. Queste strategie possono essere utilizzate anche per supportare le proposte
di finanziamento locale, regionale ed internazionale.'
Una Agenda 21 locale può essere descritta come uno sforzo comune, all'interno
di una città, per raggiungere il massimo del consenso tra tutti gli attori sociali
riguardo la definizione e l'attuazione di un Piano di azione ambientale da avviare
entro il 2000, ma che guardi al 21° secolo.
Il concetto di agenda 21 locale si riferisce, dunque, sia al processo di definizione
degli obiettivi ambientali, che al processo di costruzione delle condizioni per metterli
in pratica: consenso, interesse, sinergie, risorse umane e finanziarie.
Un'Agenda 21 locale deve quindi definire la propria filosofia di fondo, le strategie,
gli obiettivi, gli strumenti, le azioni, i criteri e i metodi di valutazione dei
risultati.
Nello stesso tempo l'Agenda 21 Locale deve essere un processo partecipativo e democratico
che coinvolga tutti i settori nella sua definizione e attuazione.
Inizio Pagina
|