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RICONOSCIMENTI 1998 E 1999
Premio per la migliore iniziativa 1999


CAVRIAGO

CREMONA
pannelli
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FANO

NOVELLARA



Cremona dei bambini

Premessa

Il Comune di Cremona da diversi anni dimostra una particolare attenzione verso l'infanzia.
Le iniziative che si sono succedute nel corso di questi anni hanno cercato di promuovere soprattutto i diritti dei bambini all'interno della città.
Cremona è una piccola città di 72.000 abitanti circa che vive però le contraddizioni delle grandi.Città costruite utilizzando come riferimento principale gli adulti, soprattutto automobilisti.

I bambini spesso sono figli unici,soli in case diventate un rifugio, con l'unica compagnia della televisione. Il tempo libero dei bambini è progressivamente scomparso a favore di attività o scuole a cui vengono accompagnati dai genitori.
Ma fuori di casa non ci sono solo i pericoli, ci sono anche le risorse,le possibilità che la città mette a disposizione. I bambini hanno bisogno di uscire di casa, di scegliere gli amici, di sperimentare insieme. Hanno bisogno di muoversi autonomamente nel quartiere, di ritrovare i posti,di organizzare lo spazio. Hanno bisogno di sperimentare direttamente le cose e di non averle riprodotte con giochi eccessivamente strutturati. Hanno bisogno del loro tempo libero, di poterlo usare. Hanno bisogno di una città che li riconosca, che li rispetti, che li accolga, che permetta di vivere lo spazio, le strade, le piazza possibilmente senza pericoli: una città che accoglie i bambini e le bambine li riconosce come cittadini e permette loro di partecipare alle sue scelte.

Perché allora non pensare diversamente e non accettare come incontrovertibile questa tendenza? Cremona ha accolto questa sfida accettando la proposta di Francesco Tonucci, ricercatore presso il Centro Nazionale Ricerche, Istituto di Psicologia,Laboratorio Città dei Bambini .
L'impegno diventa quello di scegliere il bambino come parametro per lo sviluppo ed assumere i bisogni dei bambini come criterio di cambiamento per tutta la città. Cremona dei bambini è il titolo di una manifestazione nata tre anni fa attraverso l' "occupazione" simbolica di alcune zone della città insieme ai bambini, ai genitori, agli insegnanti. Un'occupazione gioiosa, serena, divertente, favorita dalla presenza nelle piazze, nei giardini delle scuole e nei parchi di laboratori di manipolazione, di costruzione e di pittura.Un modo per ricordare a tutti che restituire alle persone luoghi d'incontro, di socializzazione e ai bambini spazi per giocare significa restituire anche alla città una sua vitalità e vivibilità.

Ogni anno si sono creati itinerari diversi con lo scopo di "dare appuntamenti"ai bambini in luoghi di Cremona che appartengono sia al centro storico che alla periferia,affinché nella città non si creassero punti privilegiati.
Nel 1998 il comune ha promosso un concorso intitolato Disegna la tua città per la realizzazione del manifesto utilizzato per presentare le iniziative di Cremona dei Bambini . L'iniziativa è stata rivolta a tutti i bambini di cinque anni della città attraverso le scuole per l'infanzia (bambini dai 3 ai 6 anni). Ha rappresentato un importante momento per:

  • conoscere il punto di vista dei bambini sulla propria città;
  • promuovere la partecipazione dei più piccoli ad iniziative che li riguardano;
  • offrire l'occasione di riflettere e discutere del rapporto con la loro città;
  • disporre di informazioni sull'immagine di città possedute dai più piccoli.

Assumere l'infanzia come motivo di cambiamento deve essere un impegno politico trasversale di chi governa la città e non di un singolo settore del comune.
Il comune ha cercato di superare l'occasionalità e di voler dare stabilità al punto di vista infantile costituendo il Laboratorio Cremona dei bambini .
Il Laboratorio è un luogo fisico di incontro sia per gli amministratori e i tecnici dei diversi settori che concorrono alla realizzazione dei progetti, sia per i bambini e le loro famiglie,destinatari dei progetti.
L'obiettivo del Laboratorio è la risposta al bisogno fondamentale di autonomia dei bambini e delle bambine della città, alla loro necessità di muoversi con sufficiente
sicurezza.
Il Laboratorio vuole diventare il punto di riferimento per tutti coloro che desiderano confrontarsi con ciò che pensano i bambini in occasione di progetti che coinvolgono la
città.
La città di Cremona è uno dei soggetti del progetto La città dei bambini: azioni dimostrative per uno sviluppo sostenibile dell'ambiente urbano attraverso i bambini come soggetti attivi e trainanti della partecipazione o come parametro di misurazione della qualità della vita per tutti, cofinanziato dall'Unione Europea nell'ambito del progetto Life.
Attualmente le iniziative che rendono concreto il lavoro del Laboratorio sono:

Riqualificazione del quartiere di Borgo Loreto

Borgo Loreto è un quartiere della periferia della città con problemi legati al disagio sociale. Il Comune di Cremona attraverso l'ufficio traffico già all'inizio del 1998 lavorava ad un piano di eliminazione delle barriere architettoniche lungo alcuni percorsi in questa località,mirando ad una riqualificazione urbana del quartiere.
Ritenendo necessario promuovere la partecipazione dei bambini allo sviluppo di questo intervento,il Laboratorio Cremona dei Bambini ha scelto di lavorare con i bambini della Scuola Elementare "A. Stradivari" che ha sede nel quartiere.

A scuola ci andiamo da soli

L'attività con i bambini è stata preceduta dal progetto A scuola ci andiamo da soli nel periodo aprile-maggio 1998 mirato a favorire l'autonomia della mobilità dei bambini nel percorso casa-scuola. La mobilità autonoma dei bambini è uno degli obiettivi dell'attività in corso perseguita attraverso la loro conoscenza dei luoghi del quartiere e per questo motivo tutte le classi hanno aderito all'iniziativa.
Questa esperienza è stata costruita con una ricerca tramite questionari nella quale emergeva che circa il 70% dei bambini si reca a scuola accompagnato in auto, ma che a quasi l'80% dei bambini piacerebbe andare a scuola con gli amici. Ai bambini piacerebbe essere autonomi, desiderio condiviso con i genitori, ma prevale per entrambi la paura del traffico.

La realizzazione dell'iniziativa ha richiesto una conoscenza preliminare del territorio, basata sull'esperienza personale dei bambini, finalizzata all'individuazione dei diversi percorsi che collegano l'abitazione alla scuola, allo studio degli elementi di pericolosità e delle condizioni di sicurezza, alla scelta dei punti dove i bambini possono incontrarsi e proseguire insieme il tragitto. Il percorso è stato sperimentato anche con la presenza di persone portatrici di handicap che hanno aiutato i bambini a capire le difficoltà che spesso incontrano nel muoversi in città.

L'esperienza è stata fatta con l'aiuto dei vigili urbani e degli anziani del quartiere che hanno aiutato i bambini negli attraversamenti pedonali.
Sono state effettuate due sperimentazioni di mobilità autonoma sia nel 1998 che nel 1999 durante le quali i bambini hanno percorso una parte del tragitto casa-scuola in gruppo aiutati negli attraversamenti più difficili da adulti di un'associazione del quartiere.Queste occasioni di stimolo hanno comunque favorito l'aumento del numero dei bambini che vanno a scuola da soli.

Riprogettazione di un'area per il gioco e ideazione di un percorso ciclo-pedonale

All'interno di questa attività, assunta pienamente nel programma didattico, è prevista la riprogettazione di un'area verde in funzione dello spazio per il gioco e per il tempo libero, e l'ideazione di un percorso ciclo pedonale che colleghi questo spazio alla scuola attraverso alcune vie del quartiere.
La scelta delle aree di intervento è stata compiuta tenendo conto sia delle preferenze espresse in termini di piacevolezza dai bambini, sia dall'interesse che il Comune ha riguardo a questi spazi del quartiere.

Il progetto nel suo complesso si sviluppa attraverso il confronto e con la collaborazione della Polizia Municipale, degli uffici dell'Assessorato alla Mobilità (ufficio traffico), ai Lavori Pubblici ed all'Urbanistica,oltre alla Commissione allargata alle associazioni del quartiere e ai disabili.
La prima fase dell'attività si è conclusa con la mostra aperta al pubblico I segni del quartiere che ha rappresentato il momento di massima visibilità del lavoro e di confronto con le persone interessate, nonché il risultato del lavoro svolto nei mese di ottobre,novembre e dicembre. I sopralluoghi effettuati dai bambini con le insegnanti e gli architetti consulenti del Laboratorio hanno rappresentato un momento significativo di presenza visibile dei bambini nelle strade del quartiere.
La seconda fase del lavoro ha avuto inizio con il gennaio 1999 e si è conclusa al termine dell'anno scolastico con la produzione di un plastico generale del progetto.

Per la gestione di questa seconda fase si è istituito un gruppo di coordinamento formato da venti bambini (due rappresentanti per ogni classe, un maschio ed una femmina) che si è riunito due volte al mese in presenza dei due architetti consulenti per mettere a confronto e discutere le diverse proposte progettuali di
ciascuna classe. Questo gruppo ha lavorato anche sul plastico finale.
Il plastico complessivo del progetto è stato presentato ai genitori della scuola e alle persone del quartiere in specifici momenti.
Nell'ottobre del 1999 il progetto è stato presentato e illustrato alla nuova Giunta. Il gruppo dei bambini "progettisti" ha esposto le necessità e le richieste, ha anche individuato alcune priorità, dimostrando di gradire in particolare la realizzazione della pista ciclo-pedonale che collega il quartiere alla scuola. La realizzazione della pista ciclo-pedonale è prevista dal bilancio 2000.

Progetto piazza S.Agostino . Scoprire la città a partire dalla piazza

Il progetto di riqualificazione di piazza S. Agostino nasce con l'assunzione da parte del comune di Cremona della richiesta fatta dalla scuola elementare di poter utilizzare la piazza - su cui la scuola si affaccia - come spazio annesso all'aperto per il gioco dei bambini.
Il Laboratorio Cremona dei Bambini propone il recupero della piazza attraverso il coinvolgimento dei bambini della scuola stessa. Nel progetto è stato coinvolto anche il settore urbanistico del comune.

Il progetto vede il coinvolgimento di sei classi di bambini in due fasi fondamentali. Nella prima l'analisi della piazza nei suoi diversi aspetti (storico sociale-funzionale ambientale e urbano) si è concretizzata in una mostra Piazza folla per sentire il pensiero che decolla.
I sopralluoghi effettuati a partire da piazza S.Agostino verso le altre piazze e i luoghi del centro cittadino, attraverso le sue strade, hanno costituito un momento importante all'interno del lavoro svolto in questa prima fase del progetto.

Infatti durante le uscite,effettuate con la presenza degli architetti del Laboratorio, i bambini hanno raccolto informazioni circa le caratteristiche dimensionali - attraverso tecniche di misurazione diverse - e dei materiali dei luoghi,ed hanno catturato gli aspetti più interessanti per mezzo della fotografia e confrontato i dati raccolti per funzioni, forme e materiali. I bambini hanno anche dato ascolto alle opinioni dei diversi soggetti fruitori della piazza - abitanti, parroco, passanti - attraverso interviste da cui potessero emergere bisogni e desideri in qualche misura diversi tra loro.

Riprogettare la città a partire da piazza S.Agostino

La seconda fase del progetto ha visto il costituirsi di un "gruppo di coordinamento" che, all'interno dell'attività di ideazione che ognuna delle sei classi ha svolto,ha sostenuto un ruolo di scambio e di confronto. E'stato formato da un gruppo di bambini già costituito all'interno della scuola composto da circa trenta bambini.
I bambini hanno fatto le loro ipotesi di sistemazione della piazza attraverso disegni, utilizzando come base su cui intervenire fotocopie con rappresentati i tratti essenziali della piazza, ricavati da fotografie che ne rappresentano alcune viste.
Invitare i bambini a progettare spazi e strutture vere della città, con la collaborazione di urbanisti, architetti e insegnanti non significa delegare ai più piccoli il compito di individuare soluzioni ai problemi dell'ambiente, ma promuovere lo sviluppo delle loro capacità di lettura critica delle caratteristiche del territorio e di renderli consapevoli della possibilità di modificare lo stato della città. L'obiettivo di queste attività è di consentire anche ai bambini di esplicitare concretamente le loro esigenze e di contribuire al processo di trasformazione della città con la loro creatività e le loro idee.
Progettare è una buona tecnica per conoscere quello che pensano i bambini.
Attraverso il progetto, liberandosi dagli stereotipi, lasciando libera la creatività, i bambini mettono a confronto i loro bisogni, i loro desideri con la presenza di diversi limiti.

Nella ricerca di soluzioni possibili si trovano ad operare delle scelte confrontando i diversi punti di vista, mediando tra esigenze spesso conflittuali, in un dialogo sempre possibile e necessario, ma mai avvilente, con i costi, le leggi e la realtà.
La progettazione, fino alla realizzazione concreta del plastico, chiede ai bambini, oltre alle importanti fasi della discussione e della progettazione grafica, anche operazioni concrete come manipolare, colorare, incollare, nelle quali tutti i bambini sono competenti. Questo vuol dire che la progettazione non premia solo i bambini "bravi" nella espressione verbale, scritta e grafica,come spesso succede nelle attività scolastiche.Il lavoro progettuale, inoltre crea l'esigenza di stabilire delle collaborazioni con i tecnici del comune ed altri soggetti attivi come gli architetti, gli urbanisti promuovendo il dialogo tra la scuola e il territorio.
Anche il plastico della riprogettazione della piazza è stato presentato dai bambini alla Giunta comunale nell'ottobre del 1999 ed è stato inserito nel bilancio 2000.

Riprogettazione del cortile della Scuola Elementare Realdo Colombo

La scuola ha espresso la necessità di intervenire sul cortile,e tale volontà è stata recepita dall'Amministrazione comunale.
Alcune classi con il supporto delle architette del Laboratorio Cremona dei Bambini realizzeranno un percorso di progettazione partecipata con l'obiettivo di definire:

  • le condizioni che consentono ai bambini e agli abitanti del quartiere di usare questo spazio in orario extrascolastico;
  • il tipo di vegetazione da collocare nel giardino;
  • il tipo di arredi da collocare nell'area, tenendo presente che questo spazio dovrà consentire la realizzazione di attività didattiche all'aperto e di attività ricreative,anche in orari extra scolastici.

I bambini saranno coinvolti anche nella realizzazione di alcuni arredi (murales, elementi di ceramica,nidi e mangiatoie per uccelli),considerati un modo nuovo per svolgere le abituali attività espressive.
La scuola partecipa anche al progetto A scuola andiamo da soli , attraverso una ricerca promossa dal Laboratorio sull'autonomia dei bambini, con il supporto dei vigili urbani.
Inoltre si sono promossi incontri per evidenziare gli aspetti problematici dell'autonomia dei bambini ed individuare soluzioni possibili.

Ricerca sull'autonomia dei bambini: Cosa faccio da solo
Il Laboratorio ha promosso in alcune classi delle scuole elementari Stradivari e Realdo Colombo un'indagine non solo sulla mobilità autonoma dei bambini ma anche sulle relazioni che i bambini instaurano nell'orario extrascolatico.
L'indagine è stata promossa attraverso :

  • un questionario rivolto ai bambini: Cosa faccio da solo ;
  • un questionario rivolto ai genitori: Cosa fa mio figlio da solo ;
  • la raccolta di diari dei bambini (circa trecento) relativi alla descrizione di una loro settimana.