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La città dei bambini
Il laboratorio Città dei bambini istituito dal Comune di Fano nell'ottobre del
1991 ha quale obiettivo prioritario il miglioramento della qualità di vita nella
città,prendendo come parametro il bambino,elemento di una classe debole.
Lo sviluppo delle città negli ultimi anni si è avuto in base alle esigenze
della categoria degli adulti;sono stati creati i quartieri senza verde intorno, che
si trova invece lontano dalle abitazioni, con pochi servizi perché l'adulto
può tranquillamente spostarsi in auto per superare i disagi.
Nei quartieri però restano anziani, bambini che ci vivono, e che rappresentano
numericamente un'alta percentuale di cittadini.
Per dare voce anche a queste componenti sociali è nata l'idea di costituire
il laboratorio che assuma il bambino come parametro,nella convinzione che, se la
città è attenta ad una delle parti sociali più deboli, può esserlo
poi anche nei confronti di tutte le parti sociali della città. Su queste basi
si sono sviluppate nel corso degli anni diverse attività. E' doveroso premettere
che il Ministero dell'Ambiente, servizio VIA, ha riconosciuto e finanziato il laboratorio
di Fano come Laboratorio Territoriale di Educazione Ambientale intendendo l'ambiente
non solo naturalistico ma la città nel suo insieme e che ciò ha permesso
lo sviluppo delle seguenti iniziative.
Consiglio dei bambini
Una delle formule scelte è stata,nel 1992, la costituzione del Consiglio dei
bambini. Ne fanno parte un bambino e una bambina di ogni plesso delle scuole elementari
fanesi, in modo che possano rappresentare i vari quartieri della città. Il Consiglio
dei bambini è coordinato attualmente dal dottor Giancarlo Gaggia, si riunisce
mensilmente presso la sede del laboratorio in orario extra scolastico, fa proposte
e richieste su come vivere meglio la città,in particolare sui bisogni dei bambini.
Una volta l'anno s'incontra con il Consiglio Comunale con diritto di parola; dall'incontro
scaturisce, in genere, un ordine del giorno che impegna la Giunta comunale.
I principali risultati raggiunti sono:
- Modifica dello Statuto Comunale (art.59 bis) e riconoscimento
del Consiglio dei bambini con funzioni di proposta e consultazione.
- Un giorno l'anno le strade principali della città
sono chiuse al traffico e animate dalle società sportive e gruppi di animazione
locali.
- I bambini hanno chiesto di poter usare gli impianti
sportivi senza "allenatore" cioè senza doversi iscrivere necessariamente
ad una società sportiva. L'Amministrazione comunale ha risposto lasciando a
disposizione dei bambini un'ora al giorno, il pomeriggio, l'uso libero di quattro
impianti sportivi, con la previsione di estendere gradualmente l'uso a tutti gli
impianti nei rinnovi delle convenzioni con le società sportive.
- Con ordine del giorno del Consiglio comunale si è
concesso l'uso delle piazze come luogo di gioco.
- Nel settembre 1998 il Sindaco ha inviato una lettera
agli amministratori dei condomini perché si facciano portavoce delle esigenze
dei bambini e del loro diritto al gioco.
- L'ufficio tecnico comunale ha realizzato un'area
gioco in zona retro spiaggia con terrazza e gazebo perché i bambini possano
vedere il mare e svolgere attività ludiche ricreative.
Dal 1999, i bambini consiglieri hanno a disposizione
una pagina sul periodico dell'Amministrazione comunale "Fano stampa", in
cui riferiscono il resoconto della loro attività ed esprimono le loro esigenze.
Con precisa richiesta dei bambini consiglieri sono stati avviati laboratori intergenerazionali
con gli anziani. Il Club Anziani Poderino ha attivato una serie di incontri e scambi
in cui sono stati proposti la realizzazione di fiori di carta, giochi di carte vecchi
e nuovi, attività di cucito e ricamo.
Progettazione partecipata: Io e la mia
città
Iniziativa svolta in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e con il patrocinio
del Ministero della Pubblica Istruzione che con propria circolare ha inviato la proposta
a tutti i Provveditori d'Italia, dando la possibilità di partecipare sia come
uscite scolastiche sia come momenti di formazione e di aggiornamento per gli insegnanti
delle scuole materne, elementari e medie.
Si è studiato ogni anno un aspetto della città (le piazze e i monumenti,
il verde, il traffico, i rifiuti, la scuola, il gioco e i suoi spazi);alle scuole
partecipanti è stato inviato un libretto metodologico di supporto, alle scuole
fanesi è stata anche offerta la possibilità di un consulente esterno per
incontri di coordinamento e aggiornamento con insegnanti e di lavoro con bambini.Nel
corso degli anni, e secondo gli argomenti trattati, sono stati consulenti per il
comune di Fano l'architetto Paola Stolfa, l'urbanista Ippolito Lamedica, l'esperto
multiculturale Esoh Elamé, il professor Paolo Del Signore, l'animatrice Stefania
Carboni.
I lavori dei bambini sono stati poi esposti e presentati agli adulti durante la manifestazione
nazionale conclusiva. Alle mostre sono stati affiancati convegni sul tema per gli
adulti.
A conclusione della manifestazione l'iniziativa La città da giocar e con le
strade principali della città chiuse al traffico e animate dalle società
sportive fanesi e dai gruppi di animazione locali.
La documentazione delle attività di progettazione partecipata si può richiedere
direttamente al laboratorio.
A scuola ci andiamo da soli.
Iniziativa nata, nel 1995, dall'idea di ridare autonomia ai bambini e far in modo
che essi possano uscire di nuovo di casa da soli. Si è pensato di iniziare il
percorso di autonomia dal tragitto casa-scuola. L'iniziativa è in atto in due
quartieri della città, non coinvolti dal traffico della strada nazionale. Inizialmente
sono stati posizionati, nell'area perimetrale dei quartieri,dei cartelli stradali
sperimentali con la scritta "Attenzione passaggio bambini. A scuola ci andiamo
da soli" per avvertire gli automobilisti.
La preparazione dell'iniziativa ha richiesto alcuni mesi. Si sono tenute riunioni
con insegnanti ai quali è stato chiesto di alleggerire il peso degli zaini e
di integrare l'attività con l'educazione stradale,con i commercianti ai quali
è stato chiesto di apporre in vetrina un adesivo (fornito dal laboratorio) per
aiutare i bambini che si trovino in difficoltà, con gli anziani perché
fossero in strada negli stessi orari dei bambini (si è poi giunti alla stipula
di una convenzione con l'associazione AUSER che mette a disposizione alcuni anziani
che aiutano i bambini ad attraversare la strada nei punti di incrocio più pericolosi),
con i genitori per far capire l'importanza della conquista dell'autonomia dei bambini
nel processo di crescita complessiva.
Da un rapporto di ricerca di tesi, commissionato all'Università di Urbino, facoltà
di Sociologia, si è evidenziato che nel 1998 poco più di un 20% dei bambini
andavano a scuola da soli. Per incentivare l'iniziativa l'amministrazione comunale
ha proceduto a delle modifiche strutturali nei percorsi casa- scuola nei due quartieri
interessati,nei punti di incrocio più pericolosi.Certamente sono da riprendere
gli incontri di sensibilizzazione con i cittadini,in particolare con i genitori perché
se in teoria essi sono d'accordo sui principi dell'iniziativa,in pratica i bambini
hanno poca autonomia anche all'interno delle abitazioni. Su quest'attività in
particolare esiste un finanziamento europeo del programma Life - Ambiente che ci
darà la possibilità di verificare le ipotesi in corso e se le condizioni
strutturali (marciapiedi,isole pedonali, punti di incontro per i bambini, maggiore
sorveglianza sulle strade con gli anziani, condizioni favorevoli di accoglimento
dei bambini all'interno della scuola) sono sufficienti per aumentare il numero dei
bambini che vanno a scuola da soli.
Gruppo di studio sul Piano Regolatore
Generale
Nell'ambito della programmazione di attività inerenti alla legge 285/97, con
durata annuale e incontri quindicinali, si è costituito un gruppo di lavoro,
invitando ex bambini consiglieri, per l'elaborazione di proposte sul nuovo Piano
Regolatore Generale. Il gruppo, eterogeneo, è stato condotto e coordinato dall'architetto
Paola Stolfa.Le idee di bambini e ragazzi sono poi proposte alla Giunta comunale
e al progettista incaricato dell'elaborazione del P.R.G.
Casa Archilei
E' un Centro di Educazione Ambientale gestito dalle associazioni naturalistiche fanesi
dove è possibile effettuare prenotazioni per percorsi didattici con i bambini
di scuole di vario ordine e grado e attività all'aperto e di laboratorio. Si
tratta di una casa colonica, nella prima periferia della città, ristrutturata
e con circa un ettaro e mezzo di terreno adibito ad orto, stagno, giardino roccioso,
bosco per piante mediterranee, prato per gioco. Nella casa sono stati attrezzati
laboratori scientifici, di giardinaggio, di osservazione degli uccelli, di conservazione
di strumenti della cultura contadina e cosi via.Il centro svolge un'importante funzione
didattica ed è facilmente raggiungibile anche a piedi.
Negli anni passati si sono svolti anche corsi per formare i bambini guide, riunioni
con gli altri settori dell'amministrazione comunale con la formula del Comitato Interassessorile,
si sono tenuti molti contatti con le città italiane interessate ad attività
in favore dell'infanzia. Il rischio del progetto potrebbe essere la spettacolarizzazione
delle attività dei bambini che hanno diritto a vivere la loro infanzia e non
a sostituirsi nel ruolo che spetta agli adulti. La speranza è che si formi nei
cittadini e negli amministratori la consapevolezza che occorre cambiare ì tipo
di politica, specie economica, se si vuole vivere le città a dimensione di cittadini.
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