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Finalità, azioni e prospettive
SABRINA BRESCHI
Città sostenibili delle bambine e dei bambini è il progetto con cui il
Ministero dell'Ambiente è impegnato,dal giugno 1996, a promuovere una nuova
cultura di governo delle città più attenta alle necessità e ai diritti
dei bambini che vivono in contesti urbani,in linea con le previsioni del Piano d'azione
del Governo per l'infanzia e l'adolescenza e con i più recenti provvedimenti
normativi ad esso correlati.
Fra questi rientrano anche le specifiche previsioni contenute nella legge 8 ottobre
1997 n.344 che detta Disposizioni per lo sviluppo e la qualificazione degli interventi
e dell'occupazione in campo ambientale ed individua le azioni per le città amiche
dell'infanzia tra gli interventi innovativi in materia di sostenibilità ambientale.
In questo contesto il progetto Città sostenibili delle bambine e dei bambini
è nato quindi con l'intento di promuovere e dare visibilità ai numerosi
e variegati interventi che si sono moltiplicati negli ultimi anni su tutto il territorio
nazionale, finalizzati a migliorare il rapporto bambini-ambiente che li circonda,con
il proposito di favorire lo scambio di informazioni raccogliendo ed analizzando gli
esempi di azioni positive concretamente portate avanti dalle amministrazioni locali
e dalle altre componenti sociali. Azioni dalla quali emerge,come elemento qualificante,un
interesse nuovo al bambino inteso non più come destinatario di interventi ma
come portatore di diritti, come soggetto attivo e partecipe, considerato e coinvolto
nelle forme opportune nei processi di scelta destinati ad influire direttamente sul
suo ambiente di vita.
Conoscere questo tipo di buone pratiche, analizzare i casi in modo da individuare
i processi e le metodologie maggiormente efficaci e renderli patrimonio conoscitivo
comune può contribuire al contempo a soddisfare un bisogno di concretezza che
spesso manca dietro la semplice proclamazione di intenti e costituire una spinta
importante perché scatti nelle singole realtà locali la volontà di
ripensarsi e mettersi in gioco.
Nel corso degli ultimi due anni in attuazione del progetto sono state realizzate
numerose iniziative in diverse aree di intervento fra le quali:
- l'attivazione e stabilizzazione dal 1998 di specifici
servizi di informazione e documentazione sul progetto e i temi di interesse;
- la pubblicazione della prima Guida alle città
sostenibili delle bambine e dei bambini ;
- l'attribuzione del Riconoscimento di Città sostenibile
delle bambine e dei bambini e del Premio per la migliore iniziativa (1998 e 1999);
- un seminario per amministratori e tecnici su Idee
e progetti per città sostenibili delle bambine e dei bambini, tenutosi a Firenze,
ed un workshop per ragazzi a Sirolo nel 1998;
- l'organizzazione del Forum internazionale Verso città
amiche delle bambine e dei bambini giunto quest'anno alla quarta edizione, realizzato
in collaborazione con il Comitato italiano per l'UNICEF;
- l'attivazione di specifiche iniziative di collaborazione
con altri organismi impegnati nel miglioramento della qualità di vita dei bambini
(associazioni ambientaliste, Consiglio Nazionale degli Architetti).
L'esperienza dei primi anni di attuazione del progetto
è andata nel senso di raccogliere informazioni e documentazione,oltre che naturalmente
di contribuire alla diffusione di una maggiore sensibilità sul tema attraverso
gli strumenti di informazione,sensibilizzazione e primo orientamento (sportello informativo,
sito web e la guida). Il Riconoscimento poi, andando ben oltre l'individuazione di
una semplice graduatoria fra pubbliche amministrazioni più o meno meritevoli,
si è dimostrato un importante veicolo per la crescita di una maggiore attenzione
al problema, rappresentando, in particolare per le realtà meno "all'avanguardia",
un'occasione per confrontarsi su un nuovo terreno di azione e contribuendo alla diffusione,
fra i comuni, di quelle che rappresentano possibili vie di intervento per la riqualificazione
delle città con un'attenzione specifica ai bambini.
Attraverso il Riconoscimento in ogni caso è stato possibile raccogliere un importante
e ricco patrimonio di esperienze da analizzare e rielaborare per evidenziare le metodologie,
i processi,le iniziative che sono stati attivati con successo,in modo da fornire
esempi e soprattutto strumenti concreti a chi vuole idee da seguire per un primo
indirizzo. Gli sviluppi del progetto sono quindi nel passaggio dallo stadio informativo
a quello propositivo di idee e strumenti,così come nell'attivazione di partnership
per favorire l'integrazione fra le azioni condotte dai diversi e numerosi soggetti
che sono impegnati sulla strada della riqualificazione ambientale con e per i ragazzi,
anche e soprattutto attraverso forme efficaci di formazione mirata per le diverse
tipologie di operatori coinvolti.
Un'altra importante ipotesi di sviluppo è da considerarsi anche nella capacità
di riuscire a creare le basi per una vera e propria rete, il "Coordinamento
delle città sostenibili delle bambine e dei bambini", perché l'essere
"riconosciuti"non sia solo un'etichetta formale ma sopratutto un impegno
ad essere parte attiva e continua nel processo di cambiamento della società.
L'impegno e la disponibilità dei comuni chiamati a più riprese a collaborare
per la realizzazione di diverse attività dimostrano come già ci sia una
sensibilità diffusa fra le amministrazioni che hanno aderito al progetto.
La collaborazione con l'Istituto degli
Innocenti
Cercando di rispondere a queste esigenze il progetto prevede attività di informazione,
documentazione, formazione e promozione degli interventi più significativi per
la gestione sostenibile e consapevole dell'ambiente in relazione ai bambini, attraverso
l'attivazione di servizi e strumenti informativi nonché la realizzazione di
specifiche iniziative.
Il Ministero dell'Ambiente ha individuato nell'Istituto degli Innocenti di Firenze
l'ente in possesso delle competenze per fornire supporto tecnico e scientifico all'attuazione
del progetto.Il rapporto è stato avviato inizialmente sulla base di una convenzione
annuale,per il 1998, e successivamente consolidato con la stipula di un accordo quadro
triennale. L'accordo prevede la collaborazione dell'Istituto per interventi che possono
fondamentalmente essere suddivisi in quattro aree:
- Attività di raccolta e diffusione di informazioni
attraverso servizi stabili (sportello informativo, sito internet, banca dati);
- Prima istruttoria valutativa relativa all'attribuzione
del Riconoscimento di Città sostenibile delle bambine e dei bambini;
- Attività di formazione finalizzata alla sensibilizzazione
di amministratori, tecnici ed operatori sui temi dell'urbanistica partecipata ed
in generale della sostenibilità urbana con particolare riferimento ai bambini;
- Attività di documentazione e promozione attraverso
campagne divulgative, realizzazione di pubblicazioni o altre forme documentarie.
I servizi, gli strumenti e le iniziative
di informazione e promozione
Sportello informativo su Città sostenibili delle bambine e dei bambini, sul
progetto e sui temi inerenti la sostenibilità ambientale in relazione all'infanzia.
Si tratta di un servizio rivolto ai cittadini, agli operatori dei servizi, agli studenti,
alle istituzioni,alle associazioni e a tutti coloro che intendono ricevere informazioni
e documentazione.Allo sportello ci si può rivolgere anche per segnalare iniziative
o
progetti,per dare suggerimenti o per lasciare richieste sui temi del rapporto tra
bambini e spazi urbani e naturali.
Sito
internet. Luogo di raccolta e diffusione via
internet di tutte le informazioni relative agli interventi finalizzati a dare una
maggiore sostenibilità all'ambiente urbano, soprattutto in riferimento all'infanzia
e all'adolescenza, attraverso specifiche sezioni che rimandano ai temi di maggiore
interesse. Aggiornato in tempo reale sugli
appuntamenti, eventi e manifestazioni nazionali ed internazionali, è anche luogo
di scambio e dialogo per chiunque desideri intervenire sull'argomento. Fra la fine
del 1999 e l'inizio del 2000 il sito, grazie anche ad un lavoro di rinnovamento,
ha avuto un notevole incremento di visitatori ed utenti.
Da sito di sola consultazione dei contenuti, è diventato un luogo di incontro
virtuale tra gli utenti e gli operatori del progetto diventando più immediato,
vivace e con una nuova veste grafica . Presentato al Forum di Molfetta, ha riscosso
un immediato successo, confermato nei mesi seguenti soprattutto dal numero di accessi
che in meno di un anno sono aumentati del 400%.
Banca
dati delle esperienze che raccoglie, opportunamente
catalogati in tre archivi fra loro correlati, i progetti, le attività e i documenti
disponibili sugli interventi attuati a livello territoriale al fine di migliorare
la sostenibilità ambientale urbana.La banca dati, che raccoglie in particolare
gli interventi dei comuni che hanno ottenuto il Riconoscimento "Città sostenibile
delle bambine e dei bambini", è consultabile sul sito internet del progetto.
L'attività della banca dati si sviluppa si nella direzione dell'aggiornamento
e dell'incremento dei documenti acquisiti che nella direzione di un lavoro di diffusione
delle informazioni relative alle diverse esperienze di città sostenibili, con
il fine di far conoscere e valorizzare, nella loro specifica significatività,
quelle ritenute più adatte ai bisogni locali.
Guida alle città
sostenibili delle bambine e dei bambini .
La prima edizione è stata pubblicata nel 1998, prodotta in 22.000 copie ed inviata
a tutti i comuni italiani: rappresenta un primo strumento di orientamento informativo
messo a punto dal Ministero dell'Ambiente per diffondere e valorizzare esperienze
significative e fornire elementi di sostegno per la progettazione e gestione degli
interventi da parte degli enti locali.
Il Riconoscimento
Edizioni 1998 e 1999
L'iniziativa consiste in una selezione operata fra comuni finalizzata ad individuare
e segnalare quelle amministrazioni che stanno portando avanti una politica di maggiore
attenzione al rapporto bambino-città che lo circonda, sulla base di criteri
di valutazione e di una lista di parametri "qualitativi"espressi da indicatori
alla cui individuazione hanno lavorato un comitato tecnico composto da rappresentanti
del Ministero, dell'UNICEF e del Comune di Roma.
Il Riconoscimento non si propone di individuare città ideali, ma di segnalare
esperienze e pratiche positive particolarmente significative,casi concreti di impegno
fattivo, frutto di una politica attenta al contesto globale di vita dei bambini nelle
città.
Realizzato nel 1999 per il secondo anno consecutivo, il Riconoscimento si è
consolidato come azione centrale all'interno del progetto e si è avviato, con
l'anno 2000, al superamento della fase sperimentale verso una sistemazione definitiva
dello schema concettuale e normativo di riferimento.
1998...
Istituito sperimentalmente e rivolto ai comuni con popolazione superiore ai 15.000
abitanti, il Riconoscimento di Città sostenibile delle bambine e dei bambini
è stato assegnato nel 1998, su 82 partecipanti, a 15 città: Fano, Ferrara,
Modena,Torino, Pesaro, Rivoli, Molfetta, Bolzano, Pistoia, Cinisello Balsamo, Padova,
Empoli, Ravenna, San Lazzaro di Savena e Cuneo.
...1999
Per il 1999 il Riconoscimento è stato riproposto con alcune importanti novità
tese ad ampliare a tutti i comuni italiani la possibilità di accedere all'iniziativa
prevedendo forme diversificate di partecipazione.
a) Comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti Selezione per il Riconoscimento
di Città sostenibile delle bambine e dei bambini
b) Comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti Selezione per il Premio per
la migliore iniziativa finalizzata a migliorar e l'ambiente urbano per e con i bambini
I comuni "riconosciuti" nel 1998 hanno potuto ottenere la riconferma anche
per il 1999 presentando idonea documentazione che attestasse la prosecuzione delle
azioni.
Tre sono i requisiti principali che vengono individuati e valutati nei progetti inviati
dai comuni ai fini dell'attribuzione del Riconoscimento:
- Aver realizzato specifici interventi in area ambientale
che, sebbene di interesse per l'intera città, rispondano in maniera più
diretta alle esigenze di tutela e riqualificazione delle condizioni di vita urbana
dell'infanzia. A tale scopo l'allegato tecnico al decreto prevede specifici indicatori
distribuiti in otto sub-aree di riferimento.
- Di notevole importanza è inoltre dimostrare
di aver coinvolto i bambini nelle attività e nelle iniziative proposte (criterio
della partecipazione) come previsto dalla Convenzione internazionale ONU sui diritti
dell'infanzia e dall'Agenda 21.
- Terzo requisito è infine l'essere attivamente
impegnati anche nelle aree di tipo culturale e istituzionale specificate nell'allegato
tecnico, dimostrando di possedere una strategia integrata e globale in cui le iniziative
di tipo ambientale siano inserite in modo coerente.
Sia i progetti che hanno partecipato alla selezione
per il Riconoscimento per gli anni 1998 e 1999 che le iniziative presentate per il
Premio sono stati valutati sulla base di specifici criteri previsti dal decreto,
fra i quali: il coinvolgimento diretto delle bambine e dei bambini, il carattere
innovativo dei progetti, il carattere dimostrativo e pilota degli interventi,le potenzialità
di disseminazione,la capacità di dialogo con la città e il carattere di
compartecipazione,gli effetti positivi sulla riqualificazione professionale e occupazionale.
Le domande di partecipazione all'edizione 1999 sono state complessivamente 135: 97
comuni con popolazione superiore a 10.000 abitanti (fra i quali 12 dei vincitori
edizione 1998) per il Riconoscimento, 38 per il Premio (comuni con popolazione inferiore
a 10.000 abitanti). I risultati finali hanno reso opportuna un'ulteriore distinzione,
per quanto riguarda i partecipanti al Riconoscimento, fra comuni con popolazione
inferiore e superiore ai 50.000 abitanti con la conseguente formulazione di due distinte
graduatorie finali.
I risultati dei lavori della commissione giudicatrice hanno portato all'attribuzione
del Riconoscimento a 15 fra i comuni con popolazione fino a 50.000 abitanti (primo
in graduatoria il comune di Novellara) e di 5 fra quelli con popolazione oltre i
50.000 (primo Cremona). Sono state invece segnalate come Buone pratiche le iniziative
di 10 comuni. Fra queste il Premio per la migliore iniziativa è stato assegnato
all'intervento presentato dal comune di Cavriago (provincia di Reggio Emilia).
Sul sito internet del progetto è stato pubblicato il Registro delle Buone Pratiche
con l'indicazione delle iniziative selezionate. Si tratta di esperienze che, "in
piccolo", rappresentano comunque casi significativi di attività svolte
secondo i criteri previsti dal decreto: iniziative prevalentemente di area ambientale,
portate avanti con la diretta partecipazione dei bambini. Si è cercato inoltre
di privilegiare, fra i partecipanti, gli esempi di intervento maggiormente innovativi
dal punto di vista delle metodologie applicate.
I lavori di raccolta, analisi e istruttoria valutativa sui progetti pervenuti, in
entrambe le edizioni, sono stati svolti da un apposito gruppo tecnico istituito presso
l'Istituto degli Innocenti di Firenze
Le novità per il 2000
Con l'anno 2000 il Riconoscimento supera la fase sperimentale e la versione proposta
è da considerarsi definitiva anche per il futuro.In sintesi le principali novità.
L'istituzione dell'iniziativa come appuntamento fisso è da leggersi contestualmente
all'individuazione ufficiale di un Coordinamento delle Città sostenibili delle
bambine e dei bambini, al quale appartengono tutte le città che hanno ottenuto
e otterranno il Riconoscimento, con lo scopo di partecipare attivamente alla promozione
e alla diffusione della conoscenza delle migliori iniziative finora realizzate in
ambito nazionale e internazionale e di attivare una maggiore sensibilizzazione presso
gli enti locali sui temi della sostenibilità urbana a favore dell'infanzia.
Tutti i comuni possono partecipare al Riconoscimento Miglior progetto per una città
sostenibile delle bambine e dei bambini ed ai comuni con popolazione fino a 15.000
abitanti viene data la possibilità di partecipare, in alternativa al Riconoscimento,
al Premio Iniziativa più significativa per migliorare l'ambiente urbano con
e per i bambini ed alla iscrizione nel Registro delle buone pratiche. I criteri di
valutazione previsti dall'art.4 del decreto sono stati semplificati ed accorpati,
contestualmente ad un più preciso schema di valutazione e attribuzione del punteggio,
come dettagliato nell'allegato tecnico.
Sulla base dei risultati delle edizioni passate,dell'evoluzione che è stata
riscontrata su questi temi negli ultimi due anni e delle indicazioni formulate da
diversi soggetti impegnati in questo ambito di attività,sono state apportate
modifiche ed integrazioni allo schema di indicatori previsto dall'allegato tecnico,
con una previsione più ampia di azioni positive sulle quali si può vedere
l'approfondimento svolto da Carla Majorano.
In allegato il testo del Decreto Ministeriale 12 luglio 2000 e l'elenco dei comuni
partecipanti alle due edizioni del Riconoscimento.
Le attività e le collaborazioni
in corso
Protocollo d'intesa con il Consiglio
Nazionale degli Architetti
Sempre nel corso del 1999 fra Ministero dell'Ambiente e Consiglio Nazionale degli
Architetti è stato siglato un Protocollo di intesa finalizzato alla promozione
e diffusione del progetto Città sostenibili delle bambine e dei bambini fra
i professionisti della progettazione. Durante i lavori del Forum di Molfetta è
stato reso noto un programma di attività specifiche in attuazione di tale protocollo,
fra le quali si segnalano, oltre lo svolgimento di specifiche azioni di informazione
e sensibilizzazione fra gli iscritti agli Ordini, l'istituzione di un premio Città
sostenibili delle bambine e dei bambini per i migliori progetti eseguiti o in fase
di esecuzione che hanno interessato la riqualificazione dell'ambiente in relazione
all'infanzia e la promozione di concorsi di progettazione che favoriscano la realizzazione
di progetti che abbiano come finalità anche la sostenibilità degli interventi
a difesa dell'ambiente e della vivibilità degli spazi, con particolare attenzione
alle bambine e ai bambini. Altro intervento riguarda la realizzazione di una mostra
itinerante da diffondere attraverso gli Ordini provinciali,sui materiali selezionati
dal Ministero dell'Ambiente. Per approfondimenti si rimanda quindi alla specifica
sezione Gli architetti per i bambini, curata dal CNA.
Accordo tra Ministero dell'Ambiente
e le associazioni
AGESCI, Arciragazzi, CTS, Democrazia in Erba, Italia Nostra, Legambiente, UISP, WWF
Fra le azioni comprese nello sviluppo del progetto Città sostenibili delle bambine
e dei bambini è attualmente in fase di progettazione una campagna nazionale,dal
titolo Riprendiamoci la città promossa dal Ministero dell'Ambiente e dal Coordinamento
nazionale delle associazioni ambientaliste e finalizzata a promuovere la partecipazione
dei bambini e delle bambine allo sviluppo del territorio ed a sostenere un percorso
educativo sui temi della qualità ambientale urbana.
L'iniziativa fa parte degli interventi previsti dall'accordo siglato a Molfetta il
5 novembre 1999 durante i lavori del terzo Forum internazionale fra il Ministero
dell'Ambiente e le associazioni AGESCI, Arciragazzi, CTS (Centro Turistico Studentesco),
Democrazia in Erba, Italia Nostra, Legambiente, UISP (Unione Italiana Sport per tutti),
WWF, finalizzato all'individuazione di forme congiunte di collaborazione per la promozione
del progetto Città sostenibili delle bambine e dei bambini.
Come espresso nel testo dell'accordo "nella costruzione delle città sostenibili
dei bambini e delle bambine le organizzazioni non governative, in particolare le
associazioni di protezione ambientale hanno un ruolo centrale: non solo di stimolo
verso le amministrazioni locali,ma soprattutto di azione con la costruzione di progetti
pilota come opportunità per sperimentare modalità innovative di intervento
e di modifica dei processi urbani".
Le attività previste dall'accordo sono finalizzate a coniugare i temi del progetto
con l'impegno che già da tempo le associazioni hanno dimostrato nel realizzare
interventi di partecipazione dei minori allo sviluppo e alla conoscenza del territorio,
finalizzati a garantire autonomia, pari opportunità e partecipazione per tutti
i bambini,nonché la possibilità di vivere in un ambiente sano, di socializzare
e contribuire allo sviluppo sostenibile attraverso forme di cittadinanza attiva.
La formazione
Durante lo svolgersi delle diverse attività previste dal progetto è emersa
chiaramente una preponderante esigenza di azioni formative che potessero garantire
continuità di intervento e di contenuti attraverso l'apporto sempre più
specifico di competenze e di strumenti informativi sui temi della progettazione partecipata.
Le dinamiche della partecipazione e dei processi decisionali a livello locale evidenziano
il ruolo di specifiche figure professionali di cui da più fronti viene rilevata
la mancanza.
Per avviare quei cambiamenti necessari ad una gestione sostenibile degli insediamenti
urbani attenta alle esigenze dell'infanzia i professionisti che pianificano, progettano
e costruiscono l'ambiente urbano, ma anche i tecnici e gli amministratori locali,devono
acquisire nuove competenze e nuovi linguaggi, essendo oggi chiamati a lavorare in
maniera integrata,intersettoriale e partecipata. Fondamentale quindi la predisposizione
di specifici percorsi di formazione e di aggiornamento, in linea con i più recenti
provvedimenti normativi in tema di sviluppo sostenibile e sviluppo locale.
Oltre agli interventi formativi comunque previsti dagli impegni e collaborazioni
illustrati precedentemente il Ministero, nell'ambito del progetto, ha promosso specifiche
iniziative.
Fra queste la collaborazione alla promozione e realizzazione della seconda edizione
del Concorso nazionale di progettazione partecipata e comunicativa promosso dall'INU
e dal WWF, in collaborazione con il CER, il Ministero dei Lavori Pubblici e l'ANCI
(Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), con la collaborazione di "Edilizia
e Territorio"de "Il Sole 24 ore". Il concorso di propone di "diffondere
i metodi di coinvolgimento degli abitanti nelle scelte di trasformazione e riqualificazione
delle città, nonché la sperimentazione di linguaggi di comunicazione aderenti
alla necessità di rendere le scelte progettuali condivise e più facilmente
comprensibili a tutti i cittadini, ed in particolare mondo ai bambini".
Il Ministero dell'Ambiente ha inoltre individuato forme di collaborazione e sinergie
con il mondo dell'università promuovendo la realizzazione di corsi di perfezionamento post laurea su Le città sostenibili delle bambine e dei bambini : strumenti
urbanistici e progettazione partecipata, in programma per l'anno accademico 2000-2001
su tre sedi universitarie. I corsi, organizzati in collaborazione dell'Istituto degli
Innocenti di Firenze, vengono offerti nelle sedi delle Facoltà di Architettura
dell'Università degli Studi di Firenze (Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione
del Territorio), dell'Università degli Studi di Reggio Calabria (Corso di Laurea
in Pianificazione Territoriale, Urbanistica e Ambientale) e dell'Istituto Universitario
di Architettura di Venezia (Dipartimento di Analisi Economica e Sociale del Territorio).
I corsi sono finalizzati alla formazione di una figura professionale in grado di
operare nel campo della progettazione urbana partecipata, con capacità di coordinare
istanze diffuse, gruppi progettuali e amministrazioni competenti per la messa a punto
di progetti,programmi e politiche con una particolare attenzione alla comprensione
ed alla evoluzione del concetto di città sostenibile delle bambine e dei bambini.
Per finire è in fase di programmazione anche una specifica attività formativa
inerente la metodologia European Awareness Scenario Workshop, uno strumento di progettazione
e pianificazione partecipata messo a punto dal Danish Board of Tecnology all'inizio
degli anni Novanta e successivamente fatto proprio dalla Direzione Generale Imprese
della Commissione Europea e utilizzata in tutta Europa per favorire l'incontro tra
i soggetti normalmente coinvolti nei processi decisionali a livello locale, con particolare
riferimento ai temi dell'ecologia urbana.
La collaborazione con l'UNICEF
Il Forum internazionale Verso città amiche delle bambine e dei bambini
Fin dalle fasi iniziali del progetto è stata impostata un'importante azione
di collaborazione e raccordo con il Comitato italiano per l'UNICEF organismo che,con
alcuni specifici programmi (come per esempio il Sindaco difensore ideale dei bambini),
si è direttamente impegnato nella difesa e promozione dei diritti dei bambini
con particolare attenzione al contesto urbano.
Proprio in collaborazione con il Comitato italiano viene portata avanti una delle
più rilevanti azioni di promozione e sensibilizzazione previste dal progetto:
la realizzazione annuale del Forum internazionale Verso città amiche dell'infanzia che si
è tenuto, per la prima volta, a Napoli nel 1997. L'evento, che si è ripetuto
nel 1998 a Torino e nel 1999 a Molfetta (provincia di Bari), viene organizzato in
collaborazione anche con il Centro delle Nazioni Unite per gli Insediamenti Umani,il
Ministero degli Affari Esteri, oltre alle diverse amministrazioni locali che di anno
in anno ospitano l'iniziativa. Nel novembre 2000 è la città di Firenze
ad accogliere la quarta edizione.
Il Forum rappresenta un'occasione importante di incontro e scambio durante la quale
città italiane e straniere sono invitate a confrontarsi su azioni, politiche
e iniziative a favore dell'infanzia.Sulla base di un accordo fra Ministero dell'Ambiente
e UNICEF è stato istituito uno specifico segretariato permanente per il Forum
presso il Comitato italiano per l'UNICEF, via V. Emanuele Orlando 83, Roma.Tel. 06
47809219; e-mail forumcittaamiche@unicef.it.
L'impostazione internazionale del Forum assicura un confronto fra le diverse esperienze
nel mondo con una imprescindibile attenzione agli obiettivi del dialogo e della solidarietà
che nasce dalla consapevolezza del diverso concetto di "sostenibilità"
che caratterizza realtà fra loro estremamente diverse. Il Forum offre comunque
alle città una stimolante occasione per misurare a confrontare le rispettive
modalità di azione e metodologie di intervento oltre a rappresentare un momento
importante per la definizione criteri e linguaggi per costruire progetti e attività
in comune.
Questa collaborazione è inoltre destinata ad arricchirsi grazie all'attuazione,
da parte dell'UNICEF, del progetto internazionale Child Friendly Cities, all'interno
del quale l'esperienza italiana, per le sue caratteristiche e per la sua diffusione,
potrà costituire un importante punto di riferimento.
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