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Introduzione
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ALDO FORTUNATI
MARIA LETIZIA SABATINO |
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Con uno sguardo al percorso fatto ...
Con il progetto "Città sostenibili delle bambine e dei bambini", avviato
nel giugno 1996, il Ministero dell'Ambiente, nell'ambito di un'azione più complessiva
del Governo che ha visto importanti provvedimenti normativi in materia di infanzia,
(i Piani d'azione del Governo per l'infanzia e l'adolescenza varati nel ė97 e nel
ė99, la legge 285/97) ha inteso avviare un'azione di sensibilizzazione sulla necessità
che le politiche per il miglioramento della qualità della vita delle nostre
città riconoscano esigenze, bisogni e soggettività ai bambini e alle bambine.
A partire dal giugno 1996 il progetto si è sostanziato in attività, servizi
e strumenti finalizzati a migliorare l'informazione su ciò che significa parlare
di sostenibilità urbana vista dal punto di vista dei cittadini più piccoli.
Con la pubblicazione della prima Guida alle Città sostenibili delle bambine
e dei bambini è stato ampiamente diffuso un primo utile strumento di informazione
ed orientamento sulle normative internazionali e nazionali di riferimento in tema
di qualità urbana e diritti dell'infanzia, ma accanto ad un quadro teorico di
riferimento venivano presentate esperienze concrete di miglioramento dello spazio
urbano (nuova mobilità: spazi per giocare e per incontrarsi senza correre rischi;
spazi verdi dove vivere la dimensione - necessaria alla crescita - dell'esplorazione
e dell'esperienza; migliore utilizzo di cortili scolastici e condominiali), portate
avanti dai diversi soggetti che sul territorio nazionale si stavano e si stanno impegnando
sempre più per rendere le città più vicine ai loro abitanti più
piccoli.
Sempre nel 1998 sono state avviate le attività di informazione e documentazione:
un sito internet, uno sportello
informativo e una banca dati sulle esperienze
che si sono successivamente consolidate nel corso del 1999 in forma di servizi stabili
per rispondere alle richieste di un'utenza sempre crescente la cui adesione ha dimostrato
l'esistenza di un'evoluzione positiva nell'interesse verso queste tematiche.
L'istituzione del riconoscimento "Città sostenibili delle bambine e dei
bambini" con i due decreti (3 agosto 1998 e 15 luglio 1999) ha permesso alla
banca dati di raccogliere moltissime informazioni sulle attività svolte dagli
enti locali che hanno deciso di partecipare all'iniziativa ed ha costituito l'occasione
per molte realtà di "presentare" e diffondere le proprie azioni più
significative.
La raccolta di questi dati avviata nel 1998 e che continuerà con l'edizione
2000 del Riconoscimento trova rappresentazione nella presente pubblicazione. Una
pubblicazione, che costituisce al contempo un passo in avanti in termini di "guida"
e orientamento alle buone pratiche e insieme la proiezione del lavoro compiuto nel
contestuale allestimento della Mostra "Le bambine e i bambini trasformano le
città. Progetti e buone pratiche per la sostenibilità ambientale nei comuni
italiani" allestita nel salone Brunelleschi dell'Istituto degli Innocenti. Questa
operazione, impegnativa e non "definitiva", rappresenta un importante passo
avanti nell'intento di rappresentare ciò che viene realizzato dagli enti locali,
in termini di immagini, perché vedere esempi di realizzazioni è il solo
modo per poter vincere lo scetticismo che spesso aleggia quando si parla di interventi
portati avanti con i bambini.
Il quadro, per il numero di esperienze documentate e per ovvie esigenze di sintesi,
è intenzionalmente esemplificativo piuttosto che ambire a porsi come trattazione
esauriente dei problemi; proprio così, tuttavia, esso permette comunque di verificare
quelle che sono le tipologie di azioni emerse come più significative, valorizzate
mediante un'organizzazione tematica che, così come nello spirito dell'architettura
del sistema di indicatori proposti per l'ottenimento del Riconoscimento, vuole indicare
chiavi di lettura "critiche" per la buona progettazione dei contesti di
vita urbana dei bambini.
Le esperienze sono state tratte dai casi selezionati attraverso il Riconoscimento,
naturalmente fra tutte le città riconosciute nel 1998 e nel 1999 (per quest'anno
anche quelle che sono state segnalate come buone pratiche), oltre ad alcuni casi
comunque ritenuti significativi pur se non rientranti nella prima rosa dei vincitori.
Di rilievo anche il fatto che con questa iniziativa viene rappresentata anche la
volontà di emergere e quindi anche di esporsi che caratterizza molte città
italiane.
I comuni hanno risposto con entusiasmo a questa proposta, attivando una collaborazione
propedeutica alle attività di quel Coordinamento nazionale delle città
sostenibili delle bambine e dei bambini cui si fa riferimento nel decreto per l'edizione
2000 del Riconoscimento.
...ed uno a quello che si prospetta per il futuro
Portare avanti interventi di miglioramento dell'ambiente urbano con la partecipazione
dei bambini (ma anche, è ovvio, di tutte le componenti sociali) presuppone l'adozione
di nuovi processi metodologici, diversi, innovativi,caratterizzati da una capacità
di dialogo che sola può rendere possibile l'indispensabile integrazione delle
diverse risorse disponibili sul territorio. Su questo fronte si è giocata,in
stretto e continuo raccordo col Ministero dell'Ambiente, l'azione condotta, sul piano
tecnico-scientifico e operativo, dall'Istituto degli Innocenti, che si è orientata
a consolidare i servizi del progetto - banca dati, sportello informativo e sito web
- ma anche e innanzitutto il ruolo di riferimento del proprio gruppo di tecnici,ormai
da tempo impegnati con continuità nel coordinamento operativo delle diverse
principali attività.
Di questi presupposti si alimenta il fronte - rinnovato e ampliato - dei rapporti
di collaborazione e partenariato che si stanno sviluppando,su impulso del Ministero
dell'Ambiente, con i soggetti che a diverso titolo, ed a più livelli,sono coinvolti
in questo campo di attività .
L'orientamento è, evidentemente,quello di diffondere una nuova consapevolezza,
in modo particolare attraverso un'adeguata attività di formazione sui nuovi
strumenti (normativi, finanziari ma anche comunicativi),sulle nuove metodologie,
sui nuovi linguaggi indispensabili per mettere in comunicazione in modo proficuo
le diverse componenti sociali, anche i bambini, impegnate a migliorare l'ambiente
in cui viviamo.
In questo senso il Ministero nell'ambito del progetto si è impegnato costantemente
ad attivare e potenziare,soprattutto nel corso del 1999 e del 2000, opportune forme
di collaborazione:si pensi,oltre a quella in corso da tempo con il Comitato italiano
per l'UNICEF, anche alla partecipazione diretta alla seconda edizione del Concorso
di progettazione partecipata e comunicativa promosso da INU (Istituto Nazionale di
Urbanistica) - WWF (World Wildlife Fund) - CER (Comitato per l'Edilizia Residenziale),
all'attivazione di un accordo volontario con le associazioni AGESCI,Arciragazzi,
CTS, Democrazia in Erba, Italia Nostra, Legambiente, UISP e WWF ed al protocollo
d'intesa con il Consiglio Nazionale degli Architetti.
Primo frutto di quest'ultima azione è stato l'impegno fattivo del CNA nella
realizzazione di una specifica sezione, Gli architetti per i bambini, che trova spazio
nell'ambito dell'operazione espositiva e documentaria che viene qui presentata.
Altro impegno a breve scadenza è quello rappresentato dalla realizzazione, per
l'anno accademico 2000-2001, di corsi di perfezionamento post laurea per architetti,
organizzati in collaborazione con le sedi universitarie di Firenze, Reggio Calabria
e Venezia. Un ventaglio molto ricco di attività destinato ad ampliarsi ulteriormente
con altre specifiche iniziative in corso di elaborazione in attuazione degli accordi
sopra accennati:una campagna divulgativa da realizzarsi in collaborazione con il
Coordinamento nazionale delle associazioni,edizioni itineranti della mostra da associare
ad attività formative, la divulgazione,attraverso la realizzazione di un volume
e di specifiche attività seminariali,sulla metodologia di partecipazione EASW
(European Awareness Scenario Workshop).
La nuova edizione del decreto per il Riconoscimento - peraltro - riformulata anche
sulla scorta dell'esperienza maturata in due anni dal gruppo tecnico di istruttoria
presso l'Istituto degli Innocenti, nonché sulla base dei suggerimenti proposti
anche da altri importanti attori dei processi,si amplia a nuovi scenari, prevedendo,
nell'allegato tecnico, indicatori che propongono e sottolineano ulteriori azioni
positive possibili nel percorso di costruzione della "Città sostenibili
delle bambine e dei bambini".
Questo volume rappresenta quindi, in sintesi,un momento di riflessione e rielaborazione
su quanto è emerso da un lavoro ormai consolidato negli anni, opportunamente
sistematizzato secondo specifiche linee tematiche (le aree di intervento che si delineano
anche in riferimento al Riconoscimento), ma vuole essere al contempo anche un ulteriore
stimolo,con proposte e suggerimenti su quanto ancora di potrebbe realizzare.
Non dimenticando di rivolgere un segno di partecipe gratitudine ai comuni,il lavoro
dei quali trova probabilmente valore e forza maggiori in questa operazione di rappresentazione
coordinata, costituendone allo stesso tempo l'indispensabile materia prima.
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