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Partecipare per costruire la città
GIANCARLO PABA
Nella città contemporanea è emersa con prepotenza negli ultimi anni la
necessità di adottare politiche urbane "vicine" agli abitanti, politiche
che abbiano i cittadini come protagonisti della trasformazione della città.
Coinvolgere direttamente gli abitanti non è più infatti una scelta vagamente
democratica, una misura facoltativa a disposizione dei governi locali, che essi possono
utilizzare o meno a seconda della loro sensibilità politica o sociale. Il coinvolgimento
degli abitanti è diventato una condizione necessaria del successo di ogni politica
di governo. Le ragioni di questa necessità sono molte e ormai largamente esplorate,
ma per i nostri fini è possibile riassumerle nel modo seguente.
- La città è oggi sempre più satura
di problemi difficilmente trattabili e risolubili nei termini delle politiche tradizionali.
La complessità delle scelte impone, per ogni area importante delle politiche
urbane e territoriali, l'adozione di pratiche sperimentali,di innovazioni tecniche
e procedurali, di flessibilità normativa e gestionale.
- La complicazione sociale della città,e la diversificazione
sempre più spinta dei popoli che la abitano, impongono una conoscenza sottile
dei bisogni dei cittadini.Saper vedere e ascoltare gli abitanti, sapere decifrare
i loro bisogni e desideri, è appunto uno dei principali strumenti per il raggiungimento
di una soglia di qualità e di efficacia degli interventi di trasformazione urbana.
- La qualità urbana non è una cosa, o un
insieme più o meno complicato di parametri o di indicatori.
La qualità urbana è una proprietà relazionale: essa dipende dai risultati
raggiunti,ma soprattutto dal modo utilizzato per raggiungerli,e principalmente dalle
relazioni tra fornitori di servizi e utenti, tra governo della città e cittadini.
La qualità di molti interventi sociali dipende quindi dal coinvolgimento di
mediatori amichevoli e caldi, vicini ai destinatari. La qualità dipende essenzialmente
dalla prossimità delle politiche con i cittadini coinvolti, e dal grado di fiducia
reciproca costruito. Essa è quindi raggiungibile soltanto tramite forme di partecipazione
collettiva alle scelte della città.
Per capire l'importanza di questi ragionamenti relativamente alle politiche verso
l'infanzia è necessario aggiungere altre argomentazioni. La città è
oggi un mosaico di popoli e di fluide aggregazioni sociali, ognuno dei quali ha esigenze
e bisogni specifici. Cittadini distinti per età, sesso, provenienza culturale
ed etnica, religione, stile di vita, preferenze sessuali, aspettative e desideri.
Le politiche tradizionali supponevano come destinatario l'uomo maschio adulto bianco
lavoratore, e sulle sue caratteristiche medie ritagliavano gli interventi urbanistici
e sociali. Oggi è diventato necessario capire che di fronte a noi non abbiamo
una popolazione omogenea e indistinta,ma un universo articolato di bianchi e neri,
giovani e anziani, immigrati e residenti, abili e meno abili,uomini e donne,e appunto
bambine e bambini. La progettazione partecipata è allora questa necessità:
che di fronte alla trasformazione della città ciascuno di questi soggetti abbia
il diritto di manifestare attivamente la propria natura specifica, i bisogni e i
desideri, le identità e le speranze che li caratterizzano.
Un altro aspetto importante riguarda la importante e significativo:
- Il ruolo dei bambini è essenziale nella fase
di conoscenza del contesto urbano di progetto. Essi sono analizzatori e esploratori
sensibili della città, delle strade, dello spazio pubblico. Gruppi organizzati
di bambini,bambini e insegnanti possono rilevare, schedare, fotografare, disegnare
e alla fine valutare ogni aspetto della città, ogni dettaglio. La loro conoscenza
della città ha inoltre un carattere essenziale: può essere insieme precisa,
analitica,anche in senso tecnico, ma sarà soprattutto una conoscenza qualitativa
e sostanziale. I bambini e le bambine sanno cosa va bene e cosa va male in una strada,
in un quartiere, in una città.
- Il ruolo dei bambini diventa davvero fondamentale
nella determinazione dei principi del progetto. Qui è appunto l'immaginazione,
insieme coraggiosa e concreta, ad agire,a fornire gli input del lavoro tecnico finale.
Qualche volta la relazione tra i disegni iniziali dei bambini e le tavole finali
di progetto - disegnate naturalmente dagli architetti - sembra debole o incerta.
Essa diventa più chiara se si impara a decostruire e interpretare i disegni
e le tavole dei bambini.I bambini possono indicare una piscina per esempio sul bordo
di uno schizzo, ma è il desiderio dell'acqua che esprimono, la consapevolezza
che l'acqua può essere in quel caso una componente essenziale del "gioco"
della città, un materiale del paesaggio urbano, una figura finale del progetto,
e così via.
- L'attività di un laboratorio con i bambini funziona
proprio così, non in modo lineare, secondo i principi di una razionalità
rigida e meccanica, ma in modo circolare attraverso tentativi e aggiustamenti continui
delle ipotesi e delle idee di progetto. E' proprio nell'ideazione del progetto che
il contributo dei bambini è fondamentale.
- In qualche esperienza particolare infine i bambini
possono anche avere una funzione importante nella realizzazione stessa del progetto.In
alcuni casi possono realizzare direttamente i giochi di un parco, decorare dei muri
o delle panchine,completare i dettagli dell'intervento in un cortile o in una strada.Nel
laboratorio di progettazione partecipata di Scandicci, per esempio, una parte del
progetto verrà realizzata attraverso un cantiere di autocostruzione, gestito
da un'associazione internazionale di operatori nel campo della progettazione partecipata;
nel cantiere di autocostruzione, l'intervento diretto, progettuale materiale manipolativo,
dei bambini sarà determinante.
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