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Strade vive, colorate e sicure
GIANCARLO PABA
DANIELA SATERINI
Seguiamo un bambino che si muove per strada e osserviamolo attentamente. Procede
lentamente, più lentamente di noi.
Niente è escluso dal suo campo di osservazione:può guardare lontano, attirato
da un rumore o da una luce. Più spesso guarderà intorno a sé ed ogni
elemento del paesaggio urbano catturerà la sua attenzione.Un bambino di pochi
anni può restare incantato da mille cose:marciapiedi, rifiuti, finestre di cantina,
stipiti, cerniere, gradini, muri, ruote, parafanghi, pozzanghere.Un bambino più
grande verrà attirato da oggetti più complessi:le auto,gli alberi, i negozi,
i cortili, gli angoli di gioco, i benzinai, la case.
Per i bambini la strada è insomma un ambiente complesso, multidimensionale.
La strada non è soltanto un corridoio di traffico,un canale di trasferimento
motorizzato;l a strada è un luogo importante e decisivo nell'esperienza quotidiana:un
luogo dove stare,e non soltanto transitare velocemente. Il bambino di una scuola,
che i genitori tenevano ordinariamente chiuso in casa, variava ogni giorno il percorso
dalla casa alla scuola,per esplorare la città,e così fanno molti altri
bambini,quotidianamente.La strada è una scuola all'aria aperta,il luogo nel
quale si impara a vivere nel mondo.
Il rapporto dei bambini con la strada insegna molte cose al mondo degli adulti. Insegna
per esempio qualcosa sulla relazione tra la città e il corpo. Perché proprio
con il corpo i bambini percepiscono la strada,impegnando tutti i sensi:guardano naturalmente,
ma soprattutto toccano, odorano,sentono. Nei lavori presentati nella mostra, un po'in
tutte le sezioni,questa esplorazione fisica, corporea, del mondo compare in mille
disegni e in mille piante, e ancora in alcuni manufatti che intrecciano oggetti trovati
per strada,magari in un sentiero stavolta: foglie, ghiaia,sassi. Quello dei bambini
è alla fine un paesaggio sensoriale multiplo: sonoro, olfattivo,visivo, tattile.
Se in molte città italiane si comincia a prestare di nuovo attenzione ai materiali
della strada e alle dimensioni sensoriali dello spazio pubblico, lo dobbiamo anche
a questo loro insegnamento.
I bambini insegnano agli adulti qualcosa sulla stessa struttura architettonica della
strada e sulla organizzazione urbanistica del quartiere.Sono esploratori di strade
e annotano ostacoli,barriere, pericoli; costruiscono "mappe di rischio"del
proprio quartiere che sono talvolta delle vere e proprie analisi pre progettuali
per un piano di eliminazione delle barriere architettoniche;segnalano i luoghi ostili,
bui, pericolosi, e viceversa individuano i luoghi gradevoli,nei quali sia piacevole
sostare o giocare.
In molte città italiane i rapporti tra i bambini e la strada sono al centro
di iniziative chiamate quasi da ogni parte Andiamo a scuola da soli . E' forse il
comune di Fano ad aver realizzato per primo compiutamente questo progetto, sulla
base dei principi definiti da Francesco Tonucci. Negli ultimi anni queste iniziative
si sono diffuse in molte altre città italiane, con varianti e declinazioni specifiche,
in molti casi incoraggiate dai finanziamenti della legge 285, in altri casi sulla
base di risorse autonome e locali. Andare a scuola da soli è ormai un modo di
riassumere un complesso articolato di attività legate al rapporto tra il bambino
e la scuola,la casa e la città,il bambino e la strada.I bambini disegnano le
mappe del quartiere, le mappe di rischio, l'analisi minuta delle strade e degli spazi
pubblici, la ricostruzione dei tempi urbani, le rilevazioni del traffico e dei trasporti
e così via.
Ma,soprattutto, progettano interventi:l'eliminazione delle barriere, l'istituzione
di una segnaletica sperimentale,la creazione di aree di uscita sicura dalle scuole,
la costruzione di nuovi arredi stradali,l'indicazione di itinerari e di percorsi.
E ancora sul versante sociale e educativo:il coinvolgimento degli insegnanti e dei
genitori,dei vigili e degli anziani,dei commercianti e dei semplici cittadini. E
infine segnali stradali dedicati all'infanzia, multe morali agli automobilisti indisciplinati,campagne
di educazione stradale, pedonalizzazioni temporanee di tratti di strada,desincronizzazione
degli orari di ingresso alle scuole,potenziamento e modiche delle linee di trasporto
pubblico e così via.A partire dalla strada,e dal progetto di una crescente autonomia
dei bambini nella strada, è un pezzo di città per bambini che dai bambini
viene prodotta, giorno dopo giorno.
Se si montano insieme i desideri dei bambini e le mille realizzazioni,piccole e grandi,delle
città italiane,è possibile forse ottenere il profilo di una strada ideale,
adatta non soltanto ai bisogni dell'infanzia, ma alle necessità di tutta la
città. Possiamo forse sintetizzarne i caratteri nel modo seguente:
- Una strada polifunzionale,piena di attività
diverse, di case e di negozi,di servizi e di laboratori artigiani,di strutture private
e di luoghi pubblici: non quindi una strada soltanto residenziale o soltanto commerciale,
o soltanto industriale,ma una strada ricca di molte funzioni, e di infiniti punti
di interesse.
- Una strada piena di gente,di ogni età, di ogni
cultura,di ogni colore, di ogni genere di vita e di lavoro:un luogo quindi affollato
e stimolante, che sia uno spazio di comunicazione sociale,di incontro e di reciproca
interazione, e anche di aiuto e di solidarietà.
- Una strada che limiti il traffico motorizzato, che
circoscriva il dominio dell'automobile. Che impedisca il passaggio delle macchine
in alcuni punti, che lo renda compatibile con l'uso pedonale negli altri punti. Una
strada con una sezione ragionevole che preveda percorsi pedonali e piste ciclabili,
e spazi per l'incontro e la socializzazione.
- Una strada accessibile e aperta, che sia raggiungibile
da tutti, che non abbia ostacoli e barriere, che possa essere percorsa anche dai
bambini più piccoli, anche dalle mamme con le carrozzine, e quindi anche dai
meno abili, dagli anziani, dai corpi dei cittadini più deboli e fragili.
- Una strada non soltanto di pietra,di cemento,di asfalto:
al contrario una strada ricca di natura,di alberature grandi e importanti quando
sia possibile, ma anche di alberi più modesti,di cespugli e magari di erbe e
di vegetazione spontanea,e di fiori sui muri delle case. Una strada che si apra in
piazze e slarghi, in giardini, parchi e aree naturali.
- Una strada sana e pulita, con una atmosfera respirabile,
suoni e rumori contenuti entro limiti accettabili. Una strada che abbia quindi intorno
a sé una città ecologicamente sostenibile, una città non inquinata
e non malata.
- Una strada confortevole, nella quale si possa provare
una sensazione di benessere, e ciò dipenderà allora dai materiali della
strada, da quella giusta combinazione di pavimentazione,arredi, verde; dalla piante
e dagli animali,e da tutti quegli elementi che costituiscono il microclima della
strada (temperatura, umidità, soleggiamento, ventilazione, disponibilità
di spazi ombreggiati,e così via).
- Una strada sicura anche per le bambine e i bambini,
e quindi sicura per tutti. Sicura non perché telesorvegliata o sottopposta a
un regime di controllo poliziesco,ma perché naturalmente protetta dalla vita
stessa che vi si svolge, dalla mutua cooperazione della gente, dallo sguardo tranquillamente
vigile che esercitano gli abitanti che nelle strada vivono,le attività che nella
strada si svolgono, e tutti quelli che la strada usano.Una strada con una dose ragionevole
di imprevisti anche perché le città di oggi sono complicate, e i bambini
debbono imparare a vivere e a fronteggiare i problemi della vita moderna.
I comuni si sono occupati del tema della strada in
modi diversi e originali,ciascuno adottando un proprio metodo e un proprio stile,ed
è questo forse il punto più interessante. I ragazzi di Pergine Valsugana
si sono impegnati ad intervenire sul quartiere della scuola con cartografie, schizzi
e disegni,e con un giornalino autoprodotto, sottolineando ciò che non andava
della loro città, esponendo il proprio punto di vista rispetto alle barriere,
agli ostacoli,all'illuminazione. Nella stessa ottica si sono mossi i giovani cittadini
di Cinisello Balsamo (dalle elementari alle scuole superiori), mostrando una visione
progettuale che testimonia come sia possibile modificare a vantaggio dei bambini
le condizioni di percorribilità dei luoghi, di accessibilità e di sosta
delle strade e delle piazze.Molti interventi mostrano inoltre come sia possibile
garantire una maggiore vivibilità agendo anche a livello istituzionale (con
la regolamentazione del traffico, mutando la stessa morfologia delle strade,intervenendo
sui marciapiedi o chiudendo il traffico per giornate o in determinate fasce orarie)
per produrre eventi, attività e possibilità di incontro che restituiscano
la città ai bambini e agli abitanti.
Per superare i rischi reali del traffico è necessario il coinvolgimento dei
bambini per attuare interventi che li riportino ad essere presenti in quegli spazi
urbani più attrezzati e li rendano più consapevoli dei rischi della strada
(come per esempio ad Atripalda, Bolzano, Lavis, Mantova, Firenze , Padova), promuovendouna
conoscenza più profonda e nello stesso tempo divertente del codice stradale,
oppure organizzando esperienze di progettazione partecipata che rendano i luoghi
della città più fruibili e sicuri . A La Spezia ed a Modena i bambini si
sono riappropriati , in occasioni diverse e programmate , delle strade e delle piazze
rendendole luoghi di importanti eventi ludici ed occasioni di incontro e di festa
. In alcuni casi i bambini sono intervenuti sull'aspetto fisico della strada e degli
spazi pubblici, come nel caso dei murales dipinti sui muri di Alfonsine, o attraverso
interventi di abbellimento, come la pittura dei cassonetti o la progettazione di
nuovi arredi a Pistoia e Molfetta. In questo caso l'obiettivo delmiglioramento della
strada si sposa con iniziative di sensibilizzazione sul tema dei rifiuti . Questo
intreccio è tipico delle strade , perché esse sono i luoghi nei quali si
incontrano gli usi individuali e collettivi, n e i quali si trovano insieme i rischi
e le opportunità , il bello e il brutto della città.
Riconquistare la strade è quindi per i bambini il primo passo per riconquistare
la città.
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